9-27 Settembre 2026
Roma | Sala Santa Rita
Voci da un'isola che resiste
Fotografie di Valerio Bispuri
a cura di Tempi Moderni
Via Montanara, 8
Lun - Dom: h 10:00 - 19:00
Inaugurazione 9 Settembre ore 17.00
L'iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzata da Associazione Culturale per la Fondazione Tempi Moderni
Valerio Bispuri è nato a Roma e lavora come fotoreporter dal 2001. Il suo lavoro si concentra sulle storie degli emarginati e degli invisibili. Ha prodotto reportage in Africa e in Asia, ma è in America Latina che Valerio ha trascorso la maggior parte della sua vita, scegliendo l'Argentina come suo secondo paese. Collabora anche con diverse riviste italiane e internazionali.
Nel suo primo lavoro ha seguito gli zingari e il loro mondo dall'Italia ai villaggi remoti della Bosnia. Per 10 anni ha lavorato a "Encerrados", un progetto fotografico sulle condizioni di vita dei detenuti nelle carceri di tutto il continente sudamericano. "Encerrados" è stato esposto al festival Visa pour l'Image di Perpignan (2011), al Palazzo delle Esposizioni di Roma (2011) e al Bronx Documentary Center di New York (2014). Nel 2015 "Encerrados" è diventato un libro pubblicato da Contrasto.
Nel 2017, dopo più di 14 anni, Bispuri ha completato un altro progetto a lungo termine sul ciclo di vita di un farmaco chiamato "Paco", diffuso in alcuni paesi del Sud America negli ultimi vent'anni. "Paco. A drug Story" è stato esposto a Istanbul dall'International Green Cross (2014) e al festival Visa pour l'Image di Perpignan (2016), dove ha raggiunto la finale del premio Visa d'Or. Nel 2017, "Paco" è stato pubblicato da Contrasto.
"Encerrados" e "Paco" hanno ricevuto molti premi internazionali, tra cui i Sony World Photography Awards, il premio Picture of the Year, i Days Japan International Photojournalism Awards e il premio Latin American Picture of the Year.
"Prisoners", il suo progetto sulle carceri in custodia cautelare italiane è stato pubblicato nel 2019 da Contrasto ed esposto al festival Visa pour l'Image di Perpignan (2019), dove ha raggiunto le finali per il premio Visa d'Or. Nel 2020 "Prisoners" ha vinto il primo premio Story News dell'Istanbul Photo Award.
Dopo aver completato un progetto sulla realtà del mondo dei sordi e aver raccontato la terribile situazione della tratta di donne in Argentina, Valerio nel 2022 ha terminato il lungo progetto sulla malattia mentale in Italia e Africa: "The Forgotten". Questo progetto è stato mostrato sul lato africano al Visa di Perpignan nel 2022, andando in finale per la terza volta al Visa d'Or. Mentre la parte italiana è stata proiettata. "The Forgotten" è diventato un libro nell'ottobre 2023 per la casa editrice Silvana Editore.
Nel 2024 la nuova opera "Orphans" viene proiettata al festival della fotografia di Perpignan e raggiunge le finali per la quarta volta al Visa d'or. Nel novembre 2024 viene pubblicato il libro: "Telling stories with the Eyes", per l'editore Ponte alla Grazie. Il libro è un saggio, un manuale in cui l'autore spiega come raccontare una storia con la fotografia. Nel settembre 2025 viene alla luce il suo ultimo libro: "Orfani", un viaggio nel mondo dei bambini abbandonati in Pakistan Biellorussia, Argentina e Zambia, pubblicato dalla casa editrice Dario Cimorelli edizioni.
Voci da un'isola che resiste
La Mostra
Patria o Muerte è un progetto fotografico nato da un viaggio di documentazione e ricerca compiuto a Cuba nel giugno del 2026, attraverso un percorso che ha toccato l'Avana, Santiago de Cuba e diverse località dell'Oriente cubano.
L'espressione "Patria o Muerte", profondamente radicata nella storia e nell'identità cubana, viene qui riletta non come slogan politico, ma come testimonianza di una condizione esistenziale: la capacità di resistere, adattarsi e preservare la propria dignità nonostante le difficoltà economiche e sociali che attraversano oggi il Paese.
Le fotografie raccontano una Cuba lontana dalle immagini turistiche e stereotipate. Emergono la scarsità di risorse, le difficoltà quotidiane, le attese, i segni della crisi, ma anche la forza delle relazioni umane, il senso di comunità, l'orgoglio e la resilienza di una popolazione che continua a costruire il proprio futuro.
L'obiettivo della mostra è offrire al pubblico romano e ai suoi turisti uno sguardo autentico e contemporaneo sulla realtà cubana, favorendo una riflessione sui temi universali della resistenza civile, della dignità umana e della capacità delle comunità di affrontare le trasformazioni storiche.
Negli ultimi anni Cuba sta attraversando una delle fasi più complesse della propria storia recente. Le difficoltà economiche, le carenze energetiche, l'emigrazione e le profonde trasformazioni sociali stanno modificando il volto del Paese.
Tuttavia, accanto alle criticità, permane una straordinaria capacità di resilienza collettiva. Le immagini raccolte durante il viaggio restituiscono questa complessità senza giudizi ideologici e senza semplificazioni, privilegiando l'osservazione diretta e il racconto umano. In una città come Roma, storicamente aperta al dialogo tra culture e alla promozione di iniziative artistiche di valore sociale, questa mostra rappresenta un'occasione per approfondire la conoscenza di una realtà internazionale spesso raccontata attraverso categorie riduttive.
Il progetto si inserisce pienamente nelle politiche culturali orientate alla valorizzazione della fotografia documentaria come strumento di conoscenza, inclusione e confronto interculturale.
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INGRESSO GRATUITO
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Sala Santa Rita | Via Montanara, 8
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Lun-Dom: h 10:00-19:00