Incontri|Extra 18 maggio (ore 17.00)

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La morte, amica. La dignità nel congedo

In collaborazione con Fondazione Ebris
Con Pina Salomone (responsabile del Centro Studi di Storia, documentazione e ricerca in salute mentale), Antonietta Grandinetti (psicologa, componente Commissione ASL Salerno per il suicidio assistito), Francesco Di Paola (avvocato, referente Associazione Luca Coscioni), Francesco Adorno (Professore ordinario di filosofia morale UniSA) e Giulio Corrivetti (psichiatra, componente Commissione ASL Salerno per il suicidio assistito, vicepresidente Fondazione Ebris). Modera Davide Speranza (giornalista). Saluti di Marco Russo (presidente Tempi Moderni).

Affrontare il tema del suicidio assistito significa muoversi in un terreno complesso dove si incrociano etica, diritto, medicina e convinzioni personali. È un argomento che tocca nel profondo la dignità umana e il concetto di libertà. Il tema della morte nella poetica di De André è rappresentato come un interlocutore inatteso, ponendo lo sguardo di fronte alla sofferenza e alla morte, anticipando molte domande della bioetica contemporanea. C’è un nodo etico e filosofico che scava nel significato profondo della vita e dell’autodeterminazione.
De André usa spesso la parola dignità in un significato che guarda agli ultimi, ai perdenti e ai portatori di sofferenze. In “Preghiera in gennaio”, una preghiera laica, chiede al cielo di accogliere chi ha scelto una morte volontaria.
Questo è esattamente il nodo del suicidio assistito: non si tratta di “far morire”, ma di riconoscere che una morte scelta può essere più dignitosa di una morte subita. Il diritto di disporre della propria vita è assoluto, o esiste un dovere sociale (o morale) di preservarla in ogni caso? La sofferenza (psichica o fisica) è una parte inalienabile dell’esperienza umana o un male da eliminare a ogni costo se il soggetto lo richiede?
L’incontro del 18 maggio tenta di fornire delle risposte a queste e ad altre domande o, quantomeno, vuole indurre a ragionare insieme su temi tanto delicati, con grande rispetto.
Ricordiamo che in Italia non esiste una normativa sul suicidio assistito, sebbene la Corte Costituzionale abbia chiarito quali condizioni devono essere soddisfatte per rendere legittimo il suicidio medicalmente assistito: con la sentenza della Corte Costituzionale 242/2019 ne è ammesso il ricorso in presenza di alcuni requisiti come una malattia irreversibile, la sofferenza intollerabile, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, la capacità di autodeterminarsi. Nella nostra comunità è apparsa encomiabile l’iniziativa della ASL Salerno che ha nominato una Commissione Multidisciplinare che affianca il Comitato Etico e di fatto completa l’iter per l’analisi delle richieste e l’attivazione delle procedure necessarie per la concessione dei permessi. Il principio cardine del suicidio assistito resta il rispetto dell’autodeterminazione della persona, oggetto del nostro dibattito.

Evento presso la Fondazione Ebris.

Fondazione Ebris