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Musica e parole – La danza degli infedeli

La sezione trae spunto dal romanzo di Francis Paudras dedicato al grande pianista afroamericano Bud Powell che intorno al 1956 si trasferì̀ a Parigi innestando in Europa il seme del be-bop. Ma è anche e soprattutto il pretesto per raccontare lo stretto legame tra il cinema della Nouvelle Vague e il jazz, che proprio in quegli anni è ai suoi massimi livelli. Così come i nuovi registi francesi mutuano dalla cinematografia americana gli aspetti iconografici, così le colonne sonore guardano all’improvvisazione jazz. L’esempio più alto è Ascenseur pour l’échafaud di Louis Malle, pellicola del ‘58 la cui colonna sonora è interamente improvvisata da Miles Davis. Ma è lo stesso pianista e compositore francese, Martial Solal fortemente influenzato da Django Reinhardt e dallo swing, a trarre ispirazione dalla lezione dei boppers americani, che dall’altra parte dell’oceano, in quegli stessi anni, stavano attuando una vera e propria rivoluzione. In particolare Solal, lascia il suo segno firmando il commento sonoro alla pellicola À bout de souffle del ‘60 diretta da Jean-Luc Godard. L’altro aspetto, che poi si riverbererà sull’evoluzione del jazz europeo fino ai giorni nostri, è il rapporto tra la musica afroamericana e la grande tradizione melodica europea. In quegli anni i musicisti americani che sbarcano nel vecchio continente entrano in contatto con i nostri musicisti e qui le due tradizioni si mischiano dando vita a una musica meticcia, a un jazz che è sì figlio della grammatica afroamericana ma è capace di arricchire il suo vocabolario linguistico annettendo stilemi della tradizione europea.

Incontri, talk e cineforum, all’interno di Palazzo Fruscione, sono a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

È consigliata la prenotazione online e su: booking@tempimodernidee.com

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